SPERANZA

immagini.quotidiano.net

Dell’episodio ne hanno parlato ampiamente nei Tg sia locali che nazionali e anche io ho visto il video del salvataggio di Mohamed, il bambino caduto dalla banchina della metropolitana di Milano.

Il fatto è ormai arcinoto:
il piccino si trova seduto accanto alla madre quando, imprevedibilmente, si alza e attraversando la banchina di corsa, cade sui binari.
Subito dopo arriva un ragazzo che, senza alcuna esitazione, scende e recupera il piccolo per poi risalire e mettersi anch’egli al riparo dal pericolo.
Poi si verrà a sapere che l’operatrice addetta alla sorveglianza stava monitorando le telecamere e, accortasi della situazione, aveva bloccato il treno in arrivo.

Il video dura una manciata di secondi appena, ma al termine della visione è impossibile reprimere un sospiro di sollievo per una storia a lieto fine.

I due protagonisti di questo evento sono Lorenzo Pianazza e Claudia Castellano.

Il clamore del gesto ha fatto sì che anche il sindaco di Milano Beppe Sala abbia convocato i due attori a Palazzo Marino per complimentarsi.

Qualcuno ha detto che si può essere eroi, anche solo per un giorno.
Loro lo sono stati?
Forse è un azzardo definirli così; in fondo per Lorenzo è stato un gesto istintivo, mentre Claudia stava solo facendo il suo lavoro.

Diciamo la verità: in questa storia si oltrepassa un pregiudizio, anzi due.

Il primo è quello di considerare gli adolescenti come individui indolenti, egoisti e autoreferenziali, spesso violenti e poco inclini alla pazienza.
E’ un preconcetto anche indotto da notizie di cronaca poco rassicuranti e sempre più frequenti, dove i giovani si rendono talvolta protagonisti di gesti prepotenti e odiosi.

La seconda preclusione è rivolta ai dipendenti dell’Azienda dei Trasporti Municipali, spesso etichettati come fannulloni, disinteressati e poco empatici con gli utenti, scarsamente zelanti nello svolgimento delle proprie mansioni.

A sparigliare le carte arrivano loro: un ragazzo di diciotto anni e una giovane donna.

Ecco Lorenzo, che mette a repentaglio la propria vita per salvarne un’altra e si schernisce ai complimenti, giustificando il suo gesto come la normalità, e che invece consuetudine non è.
Poi c’è Claudia, una donna consapevole di avere un ruolo significativo per la sicurezza dei passeggeri e che quindi svolge il suo lavoro con scrupolosa attenzione.

Ci stupiamo di entrambi, forse perché siamo così assuefatti al cinismo dei tempi da esserci disabituati all’altruismo, considerando la generosità gratuita quasi sospetta e il rigore professionale una rarità.

In questi tempi rissosi, violenti e divisivi il loro gesto ci restituisce l’umanità di cui saremmo capaci e ci insegna che di sicuro non è ancora tutto perduto.
La speranza è forse l’ultima a morire per davvero.

P.S.
Sarebbe cosa buona e giusta che Lorenzo e Claudia fossero candidati all’Ambrogino d’Oro 2018.

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Informazioni su ottobiscotto

Nasco a Milano, città in cui vivo. Ho la presunzione di essere simpatica, lasciandomi anche la libertà di non esserlo. Quando ho qualcosa da dire la scrivo, ma non sempre. Mi piace fotografare la vita con le immagini e con le parole.
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