NATSUKO e la fortuna

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Un sabato pomeriggio dello scorso marzo io e mio marito (il solito Pakoloco) decidemmo di andare a salutare la jewelry designer Natsuko Toyofuku nel suo nuovo atelier in Corso Como a Milano, da poco inaugurato con un vivace evento a cui avevamo preso parte.

Dal portone potevamo scorgerla con la cornetta del telefono appoggiata all’orecchio e un’espressione incredula dipinta sul viso, mentre la sua assistente Angela si sbracciava in concitati gesti, invitandoci a entrare.

Scoprimmo così che un impiegato di Esselunga stava parlando con la nostra amica per comunicarle che, proprio lei, era uno dei vincitori di una delle tante Fiat Cinquecento messe in palio nel concorso del supermercato.
Ci attardammo in chiacchiere, contenti di quell’inaspettata fortuna e ironizzando sul fatto che, dunque, alle lotterie si può vincere davvero.

Natsu ancora non poteva crederci: aveva vinto un’automobile grazie ad uno scontrino di una spesa relativa all’inaugurazione del primo febbraio appena trascorso.
Va da sé che deciframmo l’accaduto come un buon segno per la sua attività.

Qualche settimana più tardi ci comunicò di avere in mente l’organizzazione di un sorteggio:
5 buoni sconto da 500 euro ciascuno, spendibili nel suo atelier.
Per partecipare sarebbe bastato un acquisto – senza minimo di spesa – comprovato dalla ricevuta numerata, che avrebbe avuto la funzione di biglietto della riffa.

Arrivò il giorno dell’estrazione e tutto procedette con regolarità e trasparenza, tra un bicchiere di sangria, uno stuzzichino sfizioso, i numeri delle ricevute scritti su palline da pingpong, risate, applausi e congratulazioni.

La fortuna di Natsu venne quindi ridistribuita, come da suo convinto desiderio.

Quello che mi resta di questa storia è la consapevolezza che Natsu è una persona davvero speciale.
Il suo inaspettato colpo di fortuna è diventato un volano di buona sorte per altre cinque persone.
E chissà mai che questa “catena della fortuna” stia continuando a procedere ininterrotta come un flusso positivo di energia e riesca a ridistribuirne un pizzico, e ancora e ancora.

O forse mi piace pensare che così stia andando.

Se è vero che non si ha alcun merito nella buona sorte, di certo Natsu ha avuto la sensibilità e il proposito di spartirla, e il suo gesto lo spiega: la fortuna, per essere goduta appieno, va condivisa.
E’ un comportamento che dovremmo tenere bene a mente in tanti aspetti delle nostre vite.

Cara Natsu, grazie per essere come sei:
Cinquecento volte grande, ma anche di più.

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Informazioni su ottobiscotto

Nasco a Milano, città in cui vivo. Ho la presunzione di essere simpatica, lasciandomi anche la libertà di non esserlo. Quando ho qualcosa da dire la scrivo, ma non sempre. Mi piace fotografare la vita con le immagini e con le parole.
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